13-14-20-21 Marzo
Namastè Teatro in collaborazione con Horror Theatre Company
LA DONNA IN NERO
di Stephen Mallatratt e Susan Hill dal romanzo di Susan Hill “The Woman in Black”
traduzione di Tommaso Spinelli
con
MICHELE FABBRI MARIO SALVADERI
ELENA CONEDERA MARCO FACCENDA
REGIA
MICHELE FABBRI MARIO SALVADERI
scene Laboratorio Leonardo
Progetto Grafico: Marco Monciatti
Direttore di Palco: Fabio Cabras – Direzione Tecnica: Marco Faccenda
Londra, inizi del Novecento. Arthur Kipps è un uomo ormai maturo. La sua vita è stata segnata da un terribile episodio che gli accadde trent’anni prima quando, giovane avvocato, su incarico del suo studio legale, si recò in una isolata e sperduta località del sud dell’Inghilterra in mezzo alle paludi, per occuparsi della successione dell’eccentrica signora Alice Drablow. Gli eventi che si verificarono nel corso di questa sua missione e le conseguenze che ne derivarono furono devastanti, terribili, al punto che tutto il resto della sua esistenza fu segnato dall’ossessione per quegli avvenimenti e dall’incessante dolore che ne è scaturito.
Alla ricerca di un po’ di sollievo dall’opprimente peso della propria memoria, Kipps dapprima prende la decisione di narrare quei fatti in un libro di memorie ma senza risultato, la sua sofferenza non si mitiga e l’angoscia persiste, più viva che mai.
Ecco che allora, per liberarsi dalla sua ossessione, si convince a giocare quella che lui giudica la sua ultima carta: il Teatro. Kipps confida nell’idea che mettere in scena i fantasmi e gli orrori che hanno perseguitato la sua mente per più di trent’anni a partire da quegli eventi maledetti, possa servire a conquistargli una purificazione, una rigenerazione, un riscatto che gli consenta, forse, di trovare un po’ di serenità per gli anni che gli restano da vivere. Decide quindi di ingaggiare un attore che lo aiuti a raccontare la sua storia in un vecchio teatro vittoriano davanti a un pubblico di invitati.
Tuttavia evocare quegli eventi attraverso l’arte della messa in scena teatrale può essere sì liberatorio, ma anche molto rischioso, perché può conferire loro una nuova energia, soprattutto se ci si deve inevitabilmente addentrare in un terreno misterioso, che sembra avere a che fare col soprannaturale, con l’occulto, col divino o, forse, col diabolico. Ma Kipps, al punto in cui è giunto, non ha più niente da perdere, o almeno crede che sia così. Il meccanismo è quello del “teatro nel teatro”: due soli attori in scena, con pochissimi elementi scenografici, ricreano decine di personaggi e ambientazioni, puntando tutto su suggestione, buio, suoni e immaginazione dello spettatore.
The Woman in Black è tratto dall’omonimo romanzo gotico di Susan Hill (1983), adattato per il teatro da Stephen Mallatratt. Debuttò nel 1987 al teatro di Scarborough, dove ebbe un grande successo di pubblico e critica, tanto da essere trasferito nel 1989 al Fortune Theatre nel West End londinese, dove è rimasto in scena per decenni, secondo per longevità su un palcoscenico londinese solo a Trappola per topi di Agatha Christie, con oltre 5000 repliche e più di 250.000 spettatori.
The Woman in Black è anche un film del 2012, diretto da James Watkins con protagonista Daniel Radcliffe.
