LA SIGNORINA JULIE

GIARDINI DELL’ARTE

presenta

SIGNORINA JULIE

di

August Strinberg

 REGIA MARCO LOMBARDI

con

Raffaella Afeltra, Fabio Rubino, Brenda Potenza

 

Assistente alla regia         Sandra Bonciani

     Costumi                             Fiamma Mariscotti

Disegno Luci                      Silvia Avigo

 Scenografia                      Lorenzo Scelsi

 

Scritto nel 1888, il capolavoro di Strindberg fu ritenuto osceno e proibito dalle autorità svedesi.

La storia della contessina JULIE e del servo JEAN, è uno schema che salta continuamente, è lo sconvolgimento dalle conseguenze che il battito accelerato della follia erotica di una notte di mezza estate, trasforma in crudeltà.

Julie provoca Jean e si ritrova vittima della stessa trappola che ha fatto scattare. In un vortice di sensualità, violenza interiore, crudezza intrisa di follia, il dominante e il dominato si invertono continuamente. Il confronto fra i due non è solo lotta di classe, ma anche una battaglia fra i sessi per il potere e il dominio morale.

JULIE suscita disapprovazione per il suo comportamento, ma anche compassione e comprensione per la sua solitudine e per la sua disperazione piena d’orgoglio.

L’unico obbiettivo di JEAN è l’ascesa sociale. I suoi modi da incantatore lo rendono affascinante, e oscilla fra l’ammirazione e l’odio per i superiori.

KRISTINE, il terzo personaggio della storia, presunta fidanzata di Jean, è una schiava ottusa, rimpinzata di morale e religione, che non si ribella alla tresca fra JULIE e JEAN, perché il suo posto è più in basso, e li deve restare.

Entrare nel mondo di Strindberg, è una sfida ma anche un privilegio. “Signorina Julie” è il teatro, è il farsi accompagnare dall’autore fra le lacune di esseri umani squilibrati, imbrigliati dalle loro solitudini e dalle loro angosce, appesi fra la vita e la morte.

Personalmente, vivere con “Signorina Julie”, è un viaggio fra gioia e paura, è una responsabilità ma anche un’esigenza, è il desiderio di tornare al punto di partenza, ma soprattutto un sogno che si avvera.

Marco Lombardi

 

 

                                                                                                        

 

 

 

 

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